Ti presento la Sindrome da Burnout

Burnout

[vc_row][vc_column width=”1/6″][/vc_column][vc_column width=”2/3″][vc_single_image image=”15263″ img_size=”full” alignment=”center”][vc_column_text]Tante persone conoscono il problema, molte si lamentano dello stress ma pochi sanno che uno sforzo continuo ed un eccessivo sovraccarico di stanchezza possono causare una fase di stallo in cui il corpo non riesce a rigenerarsi ed a produrre le energie necessarie per svolgere il proprio compito lavorativo, con la conseguenza di un calo delle prestazioni e dell’insorgere di disturbi fisici e mentali.

Attualmente le stime riportano l’effetto della sindrome di Burnout su un numero di persone che va tra i 300.000 e 1,5 milioni circa.

Se fino a qualche anno fa si riteneva che fossero i manager o i liberi professionisti la categoria più a rischio, oggi le cose sono cambiate e viene considerata a rischio anche la categoria degli impiegati di livello più basso a causa del sovraccarico di lavoro ed alle pressioni dovute ai ritmi incalzanti a cui sono sottoposti.

È vero che anche che i manager non devono rispondere solo delle proprie prestazioni ma anche delle responsabilità del proprio operato rispetto all’andamento dell’azienda,  del rapporto con i collaboratori, con i clienti, con i dipendenti e azionisti e quindi il quadro diventa sempre più cupo rispetto al fattore sindrome da burnout.

Il grado di stress che tali compiti comporta dipende molto dall’atteggiamento e dalla valutazione che il soggetto dà alle attività lavorative che ogni giorno si trova ad affrontare. I problemi principali di queste persone sono l’estenuante orario di lavoro e la difficoltà di staccare dal lavoro una volta terminato l’orario di ufficio, influenzando i rapporti familiari e il proprio tempo libero.

In parecchi casi queste persone, che tendenzialmente hanno un atteggiamento poco tollerante e una rigidità verso ogni tipo di errore, pretendono da se stessi prestazioni sempre ai massimi livelli.

Si sviluppa in questo modo una pressione interiore che, senza una adeguata strategia di abbattimento dello stress, finisce per schiacciare le persone.

Tali difficoltà impediscono la naturale fase di rilassamento che l’organismo mette in atto dopo un momento di tensione prolungata.

Con il termine Burnout si intende una condizione cronica di stanchezza e di esaurimento delle riserve di energie con disturbi fisici che  si prolungano per diversi mesi. In presenza di tale esaurimento di energie si ha un calo delle prestazioni fisiche e mentali caratterizzate dal mal di testa, emicranie, disturbi del sonno fino a problemi di digestione ed intestinali.

Le cause dello stress sono diverse e spesso del tutto individuali, ossia una situazione di stress viene percepita in modo diverso a seconda della persona che ne è coinvolta.

Molto spesso succede che le persone lavorano con dei ritmi pressanti ed inadeguati o che hanno delle cariche di responsabilità eccessive e si rendono conto della situazione di burnout solo con l’insorgere dei primi disturbi fisici o mentali.

La cosidetta “sindrome da Burnout” si sviluppa lentamente e per gradi:

  1. Nella prima fase, la persona prova un tale idealismo nei confronti del proprio lavoro che lo porta ad un impiego totale di sé stesso e del proprio tempo libero nel lavoro.
    Se oltre al tempo anche i carichi di lavoro sono eccessivi, viene spesso a mancare una pausa rilassante per corpo e mente e per ricaricarsi per le successive attività lavorative.
  2. Nella seconda  fase si cominciano a consumare le energie rimaste a disposizione che provocano i primi disturbi, quali la riduzione dell’impegno verso i compiti da svolgere e nei rapporti con i colleghi, come anche un calo delle prestazioni: spesso questi effetti non sono evidenti.
  3. Nella terza fase la motivazione e la creatività vengono meno a causa del sovraccarico fisico e delle conseguenze di problemi d’interazione sociale con colleghi o clienti.
    Le reazioni psicofisiche non sono altro che un campanello d’allarme di disturbi più seri che si stanno lentamente sviluppando all’interno dell’organismo.
  4. Nell’ultima fase la sensazione di solitudine, di vuoto interiore e disperazione la fanno da padrone, sia nella sfera professionale che in quella privata e familiare. Le conseguenze possono essere calo di produttività, di concentrazione e della memoria, la disorganizzazione e la capacità decisionale.
    Le persone si chiudono in uno schema mentale rigido e spesso negano di trascurare e porre in secondo piano, le proprie esigenze personali e familiari.

È molto importante che la persona riconosca quali siano le sue reali capacità ed i propri limiti per arrestare in tempo la comparsa dei primi disturbi e mantenere intatte le proprie capacità e prestazioni lavorative.

Per l’approfondimento di metodi adeguati per combattare tale situazione di burnout è fondamentale iniziare un percorso di alcuni incontri settimanali personalizzati con Stress Remedy.

Stress Remedy offre diverse opportunità per chi è stressato dal lavoro per rilassarsi, riequilibrare il sistema nervoso e rigenerare le proprie energie vitali.

Il percorso, che si integra facilmente con la vita quotidiana e non richiede molto tempo, combina esercizi fisici, pratiche di concentrazione e respirazione consapevole, tecniche manuali di rilassamento profondo e di coaching sistemico familiare. L’integrazione di tutti questi aspetti fondamenti dà risultati efficaci .

Chi conosce già e pratica delle tecniche di rilassamento è avvantaggiato durante il percorso Stress Remedy e ha bisogno solo di qualche minuto in più da dedicare a sé stesso ed alla propria situazione. Questo aspetto è fondamentale per coloro che vogliono mantenere inviariate le proprie abilità e prestazioni lavorative o vogliono crearne delle nuove più efficaci.

Questo vale anche per i responsabili di aziende che hanno una regolare e costante attività aziendale senza troppe assenze per malattia da parte dei propri collaboratori e dipendenti.

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