Alimentazione e stress, un rapporto indissolubile, una scelta che paghi cara

Alimentazione e stress

[vc_row][vc_column width=”1/6″][/vc_column][vc_column width=”2/3″][vc_single_image image=”15285″ img_size=”full” alignment=”center”][vc_column_text]Nei vari team aziendali di cui ho fatto parte ho sempre visto un comportamento generalizzato: reagire a momenti stressanti ingurgitando qualcosa. Tra gli alimenti più scelti vedevo: la classica merendina confezionata (fatta di zucchero,grassi e conservanti), cioccolato di bassa qualità, snack salati.
Solo alcuni frutta.
E caffè, tanto caffè…

Purtroppo quando sei preso dal tuo lavoro non hai la possibilità di soffermarti a sentire le tue sensazioni, perché se lo facessi, se solo potessi veramente sentire l’effetto che ti sta facendo quello che stai mangiando, allora ti accorgeresti di una cosa importantissima per la tua salute del tuo corpo e per l’equilibrio del tuo umore.
Ti chiedo un attimo di pensare a quante volte volte ti è capitato a lavoro di mangiare degli snack salati o dolci, mangiare senza pensarci tanto, velocemente, magari senza scollare gli occhi dallo schermo del computer o del telefono. Succede spesso.

Ebbene c’è sicuramente una piccola gratificazione immediata e, forse, puoi avvertire subito una sensazione di benessere, che dura mezz’ora o anche meno, ma dopo cosa succede?

Arrivano sonno, spossatezza e, per alcune persone, anche mal di testa o bruciore di stomaco. In ogni caso calano le prestazioni, fai più fatica a concentrarti.

Le ricerche da anni confermano che una cattiva alimentazione è un fattore primario di stress.

L’alimentazione è l’unica vera fonte che apporta propriamente energia e se è ben bilanciata, equilibria l’organismo verso la salute, per cui se vuoi orientarti alla salute non è possibile ignorare le sue regole fondamentali.

L’alimentazione influisce sul modo in cui un individuo fa fronte alle esigenze fisiche e mentali dello stress.

Questo non è strano se si pensa allo stretto collegamento tra il cervello e gli organi gastrointestinali, grazie alla presenza in entrambi dello stesso gruppo di ormoni e dalla connessione del sistema nervoso autonomo con il sistema nervoso enterico. Quest’ultimo è formato da neuroni collegati tra loro che consentono di svolgere le funzioni digestive e di immettere nel sangue non solo i nutrienti che provengono dall’alimentazione, ma anche le informazioni che vengono trasmesse al sistema nervoso centrale. Inoltre il sistema enterico è collegato al sistema endocrino (presente all’interno della mucosa gastrointestinale) e al sistema immunitario quindi in caso di un errore alimentare lo stress non si limita a colpire un solo sistema ma l’informazione arriva a tutti i sistemi principali responsabili della nostra salute.

Quando sei difronte ad una situazione lavorativa stressante l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene rilascia una serie di ormoni corticoidi per preparare l’organismo alla vigilanza e all’azione.

Se lo stress è prolungato, la reazione comune è di consumare più sostanze nervine quali zucchero, caffeina(presente nel caffè, thè commerciale, cioccolata, cacao), alcol ed incrementare il consumo di sale e grassi.

Anche se possono creare l’illusione di darti un momentaneo beneficio queste sostanze in realtà ti indeboliscono e diventano nocive per la salute fisica ed il nostro equilibrio psicofisico; inoltre ti inducono ad assumere minori quantità di alimenti sani e paradossalmente, si verifica che l’organismo va in sovrappeso ma è “denutritoperchè ha carenze di ferro, magnesio, acidi grassi polinsaturi e vitamine.

Il consumo dello zucchero nei momenti di stress prolungato provoca la tendenza a sostituire gli alimenti ricchi in carbodrati, proteine, lipidi, vitamine (quali riso, pasta, legumi, verdure, frutta) con pseudoalimenti (snacks e cibi elaborati).

Il rischio è il sovrappeso per l’eccesso calorico, ma è un apporto di calorie “vuote”, perché lo zucchero bianco è, per il processo di raffinazione, ridotto a saccarosio, quindi privato di vitamine, minerali, enzimi e amminoacidi presenti nella sua forma integrale pura (non quello commerciale) ovvero quando è estratto dalla canna da zucchero o barbabietola.

L’organismo quindi riceve un’energia privata dei nutrienti e lo riceve dapprima sotto forma di saccarosio e poi di glucosio, trasportato dal sangue alle cellule. Se il glucosio è in eccesso, avviene un’ulteriore trasformazione in glicogeno, fonte energetica depositata nel fegato. Il risultato è che a seguito del picco glicemico, la reazione del pancreas è altrettanto forte fino ad abbassare il livello di glucosio ad un livello inferiore a quello prima dell’assunzione di zucchero.

A questo punto l’organismo ha bisogno di nuovi “zuccheri” e la spirale ricomincia i cui sintomi frequenti sono: stanchezza, mal di testa, vista offuscata, ansia, sudorazione, cambiamenti di umore.

Nei momenti di eccessivo stress lavorativo si incrementa anche il consumo della caffeina.
Quante volte ti sarà capitato in ufficio di avere una scadenza urgente e tirare fino a tardi, bevendo 3 o 4 caffè durante l’arco della giornata?
Il caffè al mattino costituisce lo start per iniziare la giornata, ma anche il caffè è un ipoglicimizzante e quindi la nostra colazione tipo, caffè e brioche o biscotti, è un modo molto stressante per iniziare una giornata stressante.

La caffeina stimola la secrezione di adrenalina, provoca tachicardia, ipertensione, ansia; irrita la mucosa gastrointestinale, incrementi di grassi nel sangue e un aumento del rischio di tumori alla vescica-colon-pancreas.

Inoltre quando beviamo un caffè, ingeriamo nel nostro corpo una quantità enorme di sostanze tossiche note come Idrocarburi Aromatici Policiclici (PAH).

È importante quindi ridurre e/o eliminare alimenti che possono influenzare negativamente l’umore in generale e soprattutto a lavoro, come caffeina, tè commerciali, alcol e grassi saturi e alimenti con conservanti chimici ed ormoni.
Mentre è bene mangiare più cibi ricchi di acidi grassi polinsaturi (tutti gli Omega) per dare energia e apportare molti nutrienti all’organismo.

La domanda a questo punto di Stress Remedy è: perchè continuare a farsi del male? Non vale forse la pena sostituire questi pseudoalimenti con alimenti veri e più sani che aiutano a ridurre lo stress ed avere un buono umore a lavoro?

Stress Remedy consiglia sempre ai suoi clienti di ridurre al minimo lo zucchero e i carboidrati raffinati e di scegliere invece alimenti sani e prevalentemente integrali o semintegrali, come lo zucchero integrale biologico e la pasta, il riso e il pane integrali e poi legumi secchi, pesce e carne bianca e pesce azzurro, gli ortaggi, i semi e le bevande naturali (thè naturale, decotto d’orzo tostato, caffè d’orzo ) e la frutta e centrifugati.

Le scelte alimentari hanno un impatto enorme su come ci si sente durante la giornata lavorativa. Mangiare piccoli, frequenti e sani pasti può aiutare il corpo a mantenere lo stesso livello di zucchero nel sangue, evitando così sbalzi energetici e di umore.

Durante le sessioni di Stress Remedy emerge spesso che il cliente ha abitudini alimentari non buone, in questi casi quello su cui Stress Remedy va ad agire è l’abitudine.

In tanti sanno che è meglio mangiare sano che non mangiare “cibo spazzatura”, anche se forse non conoscono tutti gli effetti di questa scelta comunque possiamo dire che quasi tutti hanno avuto accesso alle informazioni di base.

Il punto è che quando sei lì, preso da mille impegni, fai la scelta più comoda, più gratificante sul breve termine e soprattutto fai la scelta a cui sei abituato.
Un grande conoscitore della mente umana, David Hume, diceva che “L’abitudine è la grande guida della vita umana” e aveva ragione.
Nella mia esperienza non serve a molto informare le persone che una determinata abitudine è potenzialmente dannosa se poi non gli dai anche gli strumenti per cambiare questa abitudine e se non gli mostri i benefici che possono avere introducendone al suo posto una nuova e più sana.
Una volta che hai cambiato l’abitudine alla sua radice, non ti costa sforzo fare scelte diverse, non devi appellarti alla forza di volontà o all’autodisciplina perchè sarà il tuo “pilota automatico” a guidarti nella direzione giusta e ti accorgerai che stai facendo scelte diverse, piccole scelte quotidiane che però, messe tutte assieme, hanno un impatto enorme sulla qualità della tua vita. E passi così finalmente dal “dovrei smetterla con queste schifezze di merendine che non mi si chiudono più i jeans!” a “Mi sento molto meglio sul lavoro, sono così focalizzato, tranquillo e produttivo che non sento nemmeno più il desiderio di quei cioccolatini ripieni.”

Se ti interessa conoscere la strategia che io per prima ho utilizzato per sradicare una pessima abitudine non perderti il prossimo articolo.

– Yvonne H. C. Yau and Marc N. Potenza (2013) “Stress and Eating Behaviors

– Mocanu V, Bontea A, Anton-Păduraru DT. (2016) “Eating Behavior in response to acute stress

– Danielle S Battram,1 Terry E Graham,1 Erik A Richter,2 and Flemming Dela3 “The effect of caffeine on glucose kinetics in humans – influence of adrenaline“[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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